Ricercata esposizione di Numismatica, Scripofilia e Filatelia

Zecchini, titoli di Stato, manifesti e “Gronchi Rosa”

Zecchini, doppi d’oro, corone. Dal Settecento ai giorni nostri, per un valore che va da uno a 5.000 euro. Sono le monete che una decina di collezionisti e commercianti di tutta Italia porterà al padiglione 5 di Tuttinfiera per raccontare la storia d’Italia e d’Europa attraverso l’uso di questo antico sistema di pagamento risalente al 650 a.C..

Nella mostra mercato ci saranno monete prevalentemente medievali e poi delle Repubbliche, dei Regni e dei granducati che componevano la nostra penisola, ma anche degli altri Paesi europei, dell’antica Roma, e indietro fino ai regni cartaginese e assiro.

Oltre alle monete ci saranno medaglie, decorazioni e naturalmente banconote. Il sistema di pagamento in carta fu introdotto in Italia nel 1725 da Carlo Emanuele III di Savoia (Il Laborioso) re di Sardegna con le mille lire che avevano valore di biglietto di banca e anche di obbligazione; mentre per avere le prime banconote del Regno d’Italia bisogna arrivare alle mille lire del 1872. Anche se l’Italia, grazie a Marco Polo, conobbe fin dal XIII secolo le banconote che i cinesi stamparono a partire dall’anno 812, in Europa le monete cartacee iniziarono a circolare soltanto in Spagna a partire dal 1438: l’idea era di usare una specie di cambiale con cui un comandante militare rimasto senza più doblones, si impegnava a pagare solo in seguito i suoi soldati vista la penuria di metallo a causa della lunga guerra contro i Mori.

In Fiera le proposte filateliche riguardano il periodo che va dall’Ottocento ai giorni nostri. Più indietro sarebbe difficile andare, dal momento che il francobollo come lo conosciamo oggi è un’invenzione inglese del 1837 intesa dal suo ideatore sir Rowland Hill (insegnante e politico che introdusse la riforma postale) come riscossione immediata del servizio postale, a carico di chi inviava la lettera. Anche in precedenza i corrieri riscuotevano in anticipo i loro compensi, ma non attraverso un tagliando applicato sulla busta. In mostra bolli del Regno di Sardegna, di quello delle Due Sicilie, dello Stato del Vaticano, della Serenissima Repubblica, fino ad arrivare al celebre “Gronchi Rosa” (nella foto) e alle altre stampe difettate e per questo pregiate, ai francobolli della Repubblica di Salò e di vari Paesi del mondo.

Curatore dell’esposizione è il Circolo Numismatico Patavino (nuova sede nella prestigiosa villa Breda a Ponte di Brenta) presieduto da Adalberto Merola, esperto di monetazione romana. Sui banchi di vendita ci saranno sia le monete sia i francobolli sia gli oggetti della Scripofilia, la scienza che esamina documenti, titoli di Stato, diplomi, azioni bancarie, manifesti.